Adolescenza

Disprassia e adolescenza

 

Nell'adolescenza la conformità è una regola.

L'aspetto è molto importante. Le differenze non sono ben accettate sia da se stesso, e come spesso accade, anche dagli altri creandosi così un isolamento sociale.

Gli adolescenti sviluppano la loro identità in base a ciò che li avvicina o differenzia dagli altri, dalla società e dalla famiglia.

Quando un adolescente vive una diversità non voluta, la vita si complica per tutti. Il bambino che fino a quel momento gestiva bene la sua disprassia si ritrova ad adattarsi a fatica ai cambiamenti dovuti all'adolescenza e questo è da collegare anche alla disprassia oltre che alla sua personalità e all'atteggiamento dei genitori.

La maggior parte di questi futuri adulti vivono quindi delle difficoltà personali e sociali. È quindi importante parlare con loro apertamente di come percepiscono la situazione.

Se c'è un sentimento di fiducia e voglia di vivere, sarà convinto del suo valore malgrado le sue difficoltà.

Secondo una ricerca canadese, crescendo i ragazzi tendono ad aprirsi meno con i genitori sentendoli meno attenti ai loro bisogni anche affettivi.

Per i ragazzi disprassici è diverso. L'autonomia e le abilità sociali si sviluppano più lentamente e il rapporto con i genitori rimane intatto e solido. Da tener conto che la loro volontà di indipendenza e le loro necessità difronte alle difficoltà possono comunque creare conflitti.

Spesso i genitori fanno fatica a lasciar loro più autonomia per motivi di sicurezza. È quindi importante valutare ciò che è necessario e ciò che non lo è più. Bisogna evitare di proteggerli troppo perché si rischia di isolarli maggiormente. Questa volta non tocca ai ragazzi ma ai genitori lavorare sul cambiamento!

L'adolescente deve essere quanto più possibile autonomo aiutandolo con strategie per adulti:

 

  • strategie per gestire la sessualità e i metodi contraccettivi;

  • strategie per la gestione delle finanze facili e pratiche, come un bancomat e un conto online (sono molto abili con queste tecnologie);

  • aiutarlo a gestire la sua igiene personale e la sua immagine;

  • incoraggiare l'esercizio fisico, la buona alimentazione e con le giuste strategie, insegnargli a cucinare;

  • incoraggiarlo a socializzare, anche con il volontariato.

 

Riassunto e traduzione tratto da “La dyspraxie: l'adolescence”

Scritto da AQUED “Association québécoise pour les enfants dyspraxiques”

 

Commenti più recenti

05.06 | 14:30

È importante lavorare con l’aiuto di una psicologa. Per noi è stato fondamentale .

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10.04 | 10:48

Ciao volevo chiederti quanto tempo è trascorso prima che Giorgio trovasse l'autostima e serenità perchè sto vivendo un vero inferno con mio figlio Matteo .

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10.09 | 14:23

Salve vorrei segnalare un sito inglese che vende esclusivamente materiale per disprassici per uso scolastico e non. Www.fantasticdyspraxic.co.uk

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30.05 | 23:25

CIAOOOOO, anch'io grazieee

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